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Cooperazione allo sviluppo

 

Cooperazione allo sviluppo

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Libia   

Con un importo complessivo erogato nel triennio 2016-2018 pari a circa 37 milioni di euro, l’Italia continua a sostenere la Libia tramite il finanziamento di numerose iniziative a supporto sia della popolazione che delle istituzioni locali, secondo due principali direttrici di intervento: iniziative di emergenza volte a garantire una risposta immediata alla grave crisi umanitaria del Paese, si aggiungono interventi di più largo respiro che mirano a favorire il processo di stabilizzazione, riabilitazione e ricostruzione del Paese.

In linea con le priorità delineate dal Governo libico e dalle Nazioni Unite, le attività di cooperazione allo sviluppo finanziate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gestiti dall’AICS in partenariato con OSC italiane o con le principali Organizzazioni internazionali, vogliono rafforzare le capacità di governance delle autorità locali, dare assistenza umanitaria e protezione ai migranti e alle fasce più vulnerabili della popolazione libica, rafforzare la sanità di base e l’igiene, sostenere azioni di sminamento ed avviare azioni di riabilitazione delle produzioni agricole e di gestione dei rifiuti.

Dal 2016, l’Italia sostiene le attività di prima emergenza realizzate da alcune organizzazioni internazionali presenti nel paese, quali ICRC, UNHCR, IOM, WFP, WHO, UNICEF. A queste iniziative si sono aggiunte spedizioni di medicinali a favore di numerose strutture sanitarie, incluso l’Ospedale civile di Mitiga, l’Ospedale di Bengasi, l’Ospedale di Murzuq e l’Ospedale di Misurata, realizzate in collaborazione con la Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi ed il Ministero della Difesa italiano.

Di particolare rilievo sono inoltre le attività finanziate dall’Italia per il miglioramento delle condizioni di vita dei migranti e rifugiati nei centri gestiti dalle Autorità libiche. Grazie agli interventi finanziati alle OSC italiane si sta infatti garantendo il miglioramento delle strutture l’assistenza umanitaria (fornitura di aiuti alimentari e di beni di prima necessità), sanitaria e psicosociale ai migranti, favorendo al contempo l’identificazione delle persone soggette a protezione internazionale e quindi suscettibili di beneficiare dei programmi di rimpatrio volontario o di reinsediamento in paesi terzi tramite accordi con le preposte Agenzie Onusiane, UNHCR e IOM. Tali programmi contribuiscono anche a rafforzare la resilienza delle comunità libiche che ospitano i centri, soprattutto fornendo servizi sanitari di base. Sempre nel settore migratorio, l’Italia è inoltre protagonista in termini di assistenza diretta: nel corso del 2018 si sono effettuati, d’intesa con IOM e UNHCR, tre trasferimenti diretti dalla Libia verso l’Italia per potenziali rifugiati (oltre 300 persone).

Nel settore stabilizzazione, l’Italia sostiene in modo particolare due programmi dell’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP): “Stabilization Facility for Libya (SFL)”, iniziativa multi-donatori (12 donatori tra cui l’Unione Europea) in risposta alle esigenze immediate di stabilizzazione della Libia, e volta al rafforzamento delle capacità di governance del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico ed il programma “Support to Transitional Justice and Reconciliation at the National and Local Levels” che intende offrire uno strumento di riconciliazione e dialogo per le comunità in conflitto nonché fornire sostegno psicologico alle famiglie coinvolte nel conflitto.

In tale settore, rientrano anche i contributi ad UNICEF (1.5 milioni di euro) per la realizzazione di un programma volto a promuovere un ambiente legale favorevole per una governance basata sui diritti, equa e democratica con particolare attenzione ai diritti del bambino) ed UNOPS (2 milioni di euro) per la realizzazione di un sistema più efficiente di raccolta e gestione dei rifiuti a Tripoli. In ultimo, è in fase di formulazione un programma da 3,5 milioni di euro per lo sviluppo rurale e zootecnico di ampio respiro nella regione meridionale del Fezzan.

Il sostegno alle municipalità libiche rappresenta inoltre una priorità dell’azione italiana in Libia. In questa ambito rientra il programma finanziato dalla Direzione Generale Affari Politici (DGAP) del MAECI per il rafforzamento delle capacità e delle competenze delle autorità locali libiche nei settori del catasto, dell’anagrafe e della fiscalità locale. Di particolare rilievo è inoltre il programma approvato nel 2018 dal Comitato Operativo dello EU Emergency Trust Fund – North of Africa Window ed intitolato “Stability, recovery and socio-economic development in Libya”. Dal valore di 50 milioni di Euro, tale programma sarà gestito dalla Cooperazione Italiana (22 milioni), insieme a UNDP (18 milioni) e UNICEF (10 milioni), per realizzare interventi di rafforzamento dei servizi di base (salute, istruzione, acqua e energia) nelle 24 municipalità libiche maggiormente colpite dai fenomeni migratori nel triennio 2019-2021.

L’Italia è il secondo paese contributore del Fondo Fiduciario UE per l’Africa (EUTF), che mira a promuovere una migliore gestione del fenomeno migratorio nei paesi di origine e di transito.

Con fondi stanziati dal Ministero degli Interni, l’Italia fornisce altresì assistenza tecnica alle autorità libiche nel contrasto ai trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo tramite il programma ‘Support to Integrated border and migration management in Libya’.

A inizio 2018 è stato infine avviato il programma bilaterale “Il Ponte della Solidarietà” che, grazie ad un contributo di 18 milioni di euro, prevede la distribuzione di apparecchiature mediche, materiale sanitario, auto-ambulanze, scuolabus, camion dei pompieri, materiale per scuole, e medicine a favore di 21 municipalità libiche.


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